Implantologia

  • Inserimento di impianti dentali

Implantologia tradizionale

Dal oltre 30 anni lo studio si occupa di implantologia. Il dr Caruso ha conseguito il Master in Implantologia presso l’Università di Udine – Facoltà di Medicina e Chirurgia – nell’anno accademico 2001-2002.
Oggi è praticamente possibile mettere sempre denti fissi dove non ci sono più. Dove manca una base ossea sufficiente per accogliere l’impianto, si può innestare dell’osso preso dallo stesso paziente o utilizzare osso di origine eterologa (bovino) e ottenere sempre e comunque le condizioni per ripristinare una corretta masticazione.

Implantologia a carico immediato: denti in un giorno

L’implantologia a carico immediato, nota anche come l’implantologia dei denti in un giorno è oggi una realtà quotidiana e relativamente facile a realizzarsi. I candidati migliori sono i pazienti che non hanno più neppure un dente o pazienti che hanno denti ormai compromessi e che devono essere estratti.

Implantologia Classica. Caso 1. Di seguito mostriamo come esempio alcuni casi di implantologia classica, eseguiti nello studio del dr Caruso, con il posizionamento prima degli impianti e dopo alcuni mesi dei denti fissi.
Paziente di 52 anni con un precedente lavoro protesico dell’arcata superiore dove tutti i denti erano stati ricoperti con corone in ceramica. Per vari motivi aveva perso i denti dal canino superiore destro in poi.
Particolare.
Sorriso con l’edentulia parziale.
Notare lo stato di salute della gengiva intorno all’impianto che è una condizione necessaria per la lunga durata del lavoro.
Ponte prima della cementazione.
Lavoro finito.

Implantologia Classica. Caso 2.

Paziente che da anni portava uno apparecchio mobile scheletrato. Sono stati incapsulati i suoi canini e i primi premolari dove prima si appoggiavano gli attacchi dello scheletrato. Quindi sono stati messi sia a destra che a sinistra due impianti nelle posizioni del 5° premolare e 6° molare.
Particolare di sinistra: notare la gengiva “dura” (cheratinizzata) intorno agli impianti, segno di salute.
Particolare di sinistra: notare la gengiva “dura” (cheratinizzata) intorno agli impianti, segno di salute.
Particolare di destra: anche qui c’è la gengiva “dura” (cheratinizzata) intorno agli impianti, segno di salute.
Posizionamento dei pilastri.
Prova metallo delle capsule sugli impianti.
Lavoro finito.

Carico immediato. Caso 1.

Caso di un paziente di circa 60 anni con una protesi totale in resina dell’arcata superiore e un apparecchio mobile scheletrato inferiormente. I denti inferiori sono compromessi e dovranno essere tolti. Dopo alcune sedute per informare e preparare il paziente, ecco come si presenta al mattino dell’intervento. Il paziente è stato trattato con la tecnica della sedazione cosciente. Nel nostro studio prima di una seduta di natura chirurgica, il paziente viene sedato, cioè gli si somministrano dei farmaci che tolgono l’ansia e la paura del dentista, oltre ad una preparazione farmacologica con antiedemigeni e antidolorifici che elimini per lungo tempo anche a casa ogni dolore post-intervento.

Ore 9:00: paziente si siede alla poltrona. Notare dalla radiografia che indossa ancora il suo vecchio scheletrato ed ha tutti i suoi vecchi denti.
Ore 9:05: prima di preparare il paziente alla poltrona, gli viene tolto l’apparecchio scheletrato.
Ore 11:30: sono stati tolti tutti i denti inferiori e tenuto solo il molare che serve per facilitare a noi la conservazione della vecchia dimensione verticale. Cioè di come chiudeva la bocca quando aveva i denti naturali. Sono stati messi sei impianti e presa l’impronta per la costruzione della protesi fissa che sarà avvitata successivamente.
Ore 18:30: il paziente ritorna nello studio senza avere ancora male, grazie all’anestetico a lunghissima azioone che si adopera normalmente nel nostro studio e avendo riposato grazie all’azione della sedazione. Il tecnico porta la struttura protesica con un’anima di metallo che viene avvitata sugli impianti messi poche ore prima.
Ore 19:00: ecco come compare il paziente a fine giornata. Ora può andare a casa e cenare. Questo paziente in particolare ha raccontato di aver cenato con una sogliola lessa e patate bollite!
Dopo 4 Mesi: avvenuta l’osteointegrazione degli impianti, dopo circa 4 mesi il paziente ritorna per sostituire la protesi provvisoria con una definitiva sui tessuti gengivali ormai ben guariti. In 4 sedute circa, il lavoro è terminato definitivamente, ma dal punto di vista della masticazione e del benessere del paziente, rispetto alla protesi provvisoria, non è cambiato nulla.
Ecco come appare il paziente a lavoro finito.

Carico immediato. Caso 2.

Ore 9:00: la paziente arriva al mattino dell’intervento, dopo la preparazione iniziale avvenuta negli incontri precedenti,  con denti da estrarre. Si procede alla verifica farmacologica (si chiede se ha assunto tutti i farmaci antidolorifici, ecc., prescritti in precedenza).  Viene sedata con somministrazione in vena di farmaci ansiolitici con tecnica della titolazione.
Ore 11:30: alla paziente completamente tranquilla vengono tolti tutti i denti salvo i molari per facilitare il ripristino della vecchia chiusura della bocca (dimensione verticale). Presa dell’impronta. Anestesia con lunga durata per prevenire il dolore a domicilio. Viene mandato a casa a riposare.
Ore 19:30: viene posizionato ed avvitato il manufatto protesico fisso dell’arcata inferiore. La paziente viene inviata a domicilio con adeguata terapia farmacologica andiedemigena e antidolorifica. La sera stessa può cenare.
Come appare la paziente dopo una settimana.
Successivamente sono stati tolti i due molari inferiori naturali ormai divenuti inutili.
Dopo 4 mesi viene posizionata la nuova protesi inferiore definitiva. Notare la struttura metallica più consistente.
Visione clinica del lavoro finale.