Igiene e sterilità

sono le parole d’ordine del nostro studio.

STERILITA’

Ogni paziente può verificare con mano la cura che mettiamo nel gestire la sterilizzazione di ogni strumento con cui il paziente verrà a contatto.

FORMAZIONE DEL PERSONALE

Tutte le assistenti dello studio hanno superato il corso gestito dalla Regione Veneto con la ASL 9 di OSS in ambito odontoiatrico per avere una conoscenza profonda dei protocolli e delle procedure di sterilizzazione approvati a livello nazionale e poterli, quindi, applicare in questo studio.
TUTTO il personale del nostro Studio è vaccinato contro L’EPATITE B.

PROTOCOLLI DI PREPARAZIONE DEGLI AMBIENTI

Lo studio dove verrà fatto accomodare il paziente è stato disinfettato con soluzioni battericida, fungicida, tubercolicida e virucida (virus con involucro, virus dell’epatite B e C, virus AIDS, virus dell’influenza A, etc.). Inoltre ogni parte che viene toccata dal personale è ricoperta con protezioni monouso che alla fine di ogni seduta verranno tolte per disinfettare la zona e sostituite con altre nuove protezioni.

– Le parti della poltrona che prima della seduta comparivano con le protezioni…

– …e che sono state toccate dal Medico o dall’Assistente durante la cura sono sempre ricambiate dopo ogni singolo paziente:

– così anche per gli strumenti rotanti come i trapani:

 

– Le protezioni vengono sostituite dopo ogni cura.

Lo studio quindi si presenterà così:

  

IL PAZIENTE IN STUDIO PUÒ RISCONTRARE PERSONALMENTE: 

che tutti gli strumenti che noi utilizziamo sono imbustati e sterili.
Per verificare l’avvenuta sterilizzazione il paziente può notare sul retro di ogni confezione l’indicatore di processo, cioè il simbolo dietro ogni confezione di strumento imbustato, che da rosa (strumento non autoclavato, cioè imbustato ma non sterile) è virato a marrone (che significa che lo stumento è stato autoclavato, cioè sterilizzato)
Questo è quello che chiunque che si sottoponga a delle cure nel nostro studio potrà apprezzare, ma è interessante sapere anche quali sono le altre procedure usate dalle Assistenti per poter garantire sicurezza ad ogni singolo paziente.

PERCORSO DEGLI STRUMENTI UTILIZZATI E SALA DI STERILIZZAZIONE

Abbiamo già detto che alla fine di ogni seduta l’assistente allontana tutti gli strumenti usati o toccati durante la seduta, portandoli in una stanza apposita per la procedura di disinfezione e sterilizzazione detta SALA STERILIZZAZIONE, lo studio quindi verrà sanificato e disinfettato come già descritto.

La SALA STERILIZZAZIONE è divisa in 3 zone:
a) zona per gli strumenti infetti
b) zona per la disinfezione
c) zona sterile

Mantenendo questo ordine gli strumenti sterili seguono un percorso per cui quelli puliti non verranno mai a contatto con quelli infetti.

1. Gli strumenti vengono prima decontaminati, ovvero immersi per minimo 10 min in una soluzione di acqua e acido peracetico (usato anche per gli strumenti di chirurgia negli ospedali)
2. Gli strumenti vengono poi sciacquati e detersi manualmente
3. Si fa, quindi, un ultimo passaggio nella vasca ultrasuoni che ci garantisce la rimozione anche dei più piccoli frammenti residui (attraverso il fenomeno, denominato CAVITAZIONE, che consiste nella rapida e continua formazione ed implosione di milioni di microscopiche bolle cariche di vapore, da non confondere con la formazione di bollicine d’aria. L’azione meccanica delle violente onde
d’urto causate dalle implosioni, combinata con una appropriata azione chimica del detergente, rimuove le impurità in ogni punto degli oggetti immersi nella vasca di lavaggio ad ultrasuoni).
4. Si procederà poi all’asciugatura e al controllo finale prima di imbustarli e metterli in autoclave.

– Vasca ad ultrasuoni

Per il caso delle turbine e dei micromotori che, invece, non si ha la possibilità di immergere nei liquidi disinfettanti, utilizziamo un macchinario della KAVO (QUATTROCARE) che, grazie alla rapida espansione della schiuma pulente presente all’interno, elimina tutti i residui inorganici all’interno dello strumento e l’aria compressa li spinge all’esterno, creando quindi i presupposti ottimali per una perfetta pulizia.

 

Una volta terminato questo processo di pulizia all’interno delle turbine e micromotori procediamo nella disinfezione manuale con prodotti che ci garantiscono un ottima efficacia.

Ora gli strumenti sono pronti per essere imbustati e messi in autoclave dove avverrà la vera e propria STERILIZZAZIONE.

Sia nello studio di Quinto che in quello di Treviso usiamo AUTOCLAVI DI CLASSE B ovvero sterilizzatrici a vapore a norma europea UNI EN 13060 (giugno 2005) e norma ratificata UNI febbraio 2005 seguendo le Linee Guida sull’attività di sterilizzazione quale protezione collettiva nelle strutture sanitarie (luglio 2005) pubblicate dall’ISPESL.

 

Quando l’autoclave ha terminato ogni busta verrà timbrata con la data di sterilizzazione in modo tale da non superare i 30 giorni di validità (60 in caso di doppia busta) della sterilità all’interno della stessa. Gli strumenti sterili verranno quindi disposti nei vari servo-mobili pronti per essere usati.

 

Non trascuriamo nessun particolare, perché la nostra priorità è garantire un ambiente sicuro al paziente e ciò può avvenire solo se eseguiamo dei test periodici per verificare efficacia della sterilizzazione. Tutti i test eseguiti sono datati, firmati e archiviati negli anni.

TEST DI VERIFICA DELLE VASCHE AD ULTRASUOMI ED AUTOCLAVI

I test da eseguire sono ben 8.

1. Una volta al mese verifichiamo l’efficacia della vasca ad ultrasuoni immergendo un pezzo di carta stagnola … dopo soli 20 secondi il test è superato con questo risultato:

Ad ogni ciclo in autoclave abbiamo 3 test che ci danno la garanzia che quel carico sia assolutamente sterile:

2. I forellini sulla carta stagnola indicano che la macchina funziona in modo efficace.

Come primo test l’autoclave produce una stampa dove ci indica che il ciclo è avvenuto in maniera completa e corretta indicando i parametri del tempo del ciclo (20 minuti), della temperatura (135° di vapore umido) e della pressione (2 atmosfere di pressione) per ogni ciclo di sterilizzazione.

3. Un secondo test per l’autoclave, come già accennato in precedenza, sono gli indicatori di processo stampati nelle buste usate per imbustare gli strumenti da sterilizzare che virano da rosa a marrone e sono verificati dopo ogni ciclo di sterilizzazione;

4. Il terzo test per l’autoclave è l’indicatore chimico, VAPOR LINE, va ad evidenziare immediatamente l’esito del ciclo andando a colorasi dalla parte rossa fino alla verde, in modo da indicarci che il test è superato.

Queste strisce vengono inserite all’interno della camera dell’autoclave insieme alle buste con gli strumenti in ogni ciclo di sterilizzazione.

5. All’inizio di ogni settimana procediamo al VACUUM TEST, dove si verifica la perfetta tenuta del vuoto dell’autoclave indispensabile per la sterilizzazione. Alla fine del test la macchina darà un report con l’esito che verrà archiviato in un apposito registro.

Una volta al mese ci sono altre 2 verifiche : BOWIE&DICK ed HELIX TEST

6. Il primo, BOWIE&DICK, è un pacchetto con all’interno dei fogli (così da simulare un carico poroso) di tipo cartaceo ma resistenti alle alte temperature dove nel mezzo è stato disposto un foglio stampato, il foglio centrale alla fine del ciclo vira colore diventando nero così da garantirci l’efficacia dell’autoclave nel produrre sotto vuoto e ci consente di controllare che i parametri di vapore e temperatura siano corretti.

7. L’ HELIX TEST è il secondo test che potrà garantirci ulteriormente i parametri visti in precedenza, quindi la completa penetrazione del vapore nei corpi cavi e porosi (come sono i tessuti o i manipoli). È composto da un tubicino arrotolato su se stesso con all’estremità un capsula contenente un indicatore che all’inizio è celeste e alla fine del test risulterà verde\nero.

8. L’ultimo test viene eseguito, come previsto, ogni 60 giorni e si tratta del CONTROLLO BIOLOGICO.

Questo test serve per dimostrare la capacità dell’autoclave in merito ALLA DISTRUZIONE DI TUTTI I MICRORGANISMI COMPRESE LE SPORE.

Abbiamo a disposizione delle fiale contenenti spore di Bacillus Stearothermophilus (ATCC7953), ovvero uno dei microrganismi più resistenti al calore che possiede caratteristiche patogene.

 

Mettiamo una fiala in autoclave ed eseguiamo un ciclo normale, una volta terminato vediamo che l’indicatore chimico posto nell’etichetta è virato; attiviamo, quindi, la fialetta, rompendola in modo che il liquido che c’è all’interno vada a contatto con l’indicatore contenuto nella stessa.  Eseguiamo questa manovra anche con una fiala non autoclavata per avere un termine di confronto.
Inseriamo poi le due fiale nell’incubatore biologico a 57° per 48 ore.

 

Estraiamo la fiala processata dall’incubatore e il responso del test superato sarà il colore viola del liquido all’interno della fiale mentre nell’altra (quella non autoclavata) sarà giallo:

 

RISORSE DI MATERIALI, ATTREZZATURE E PERSONALE

Per garantire l’uso di strumenti sterili, occorre prima di tutto avere un gran numero di strumenti:

e un numero di assistenti sufficiente a garantire i corretti processi di sterilizzazione e gestione dello studio.
Crediamo che tutto questo debba essere la PRIMA RICHIESTA dei nostri pazienti e la PRIMA PRESTAZIONE di cura da parte del nostro studio.